La Psicologia è lo studio dell’anima, come dice l’etimologia della parola stessa, composta da psiche (anima) e logos (studio). Per anima, si intendono in concreto i processi mentali, quali percezione, attenzione, memoria, intelligenza, pensiero e apprendimento, le emozioni e i comportamenti. La nascita della Psicologia si colloca in occasione della fondazione del primo laboratorio di psicologia sperimentale a Lipsia alla fine dell’Ottocento. Questa scienza origina dalla commistione di varie discipline sia scientifiche che umanistiche, e le branche in cui nel tempo si è suddivisa risentono ora più dell’una influenza, ora più dell’altra.

Esiste la psicologia del lavoro, quella sperimentale, quella sociale e molte altre, ma quella a cui ci si riferisce quando comunemente si parla di psicologia è la Psicologia clinica, che si occupa dei disagi psicologici e psicopatologici (ansia, depressione, attacchi di panico, disturbi alimentari, disturbi psicosomatici, fobie etc.) in tutte le fasce d’età, dall’infanzia all’adolescenza all’età adulta alla senilità. Lo psicologo clinico accoglie la persona che vive un disagio psicologico che può essere legato ad una specifica situazione di vita quale una separazione, un lutto, conflittualità familiari o  problemi lavorativi, ad una situazione di sofferenza generalizzata come ansia o depressione, ad un momento evolutivo difficile da affrontare come l’adolescenza.

Lo psicologo clinico fa, quindi, consulenza e sostegno, nel caso di problemi psicologici, ma si occupa anche della prevenzione dai comportamenti a rischio (es. dipendenze) e della promozione del benessere psico-fisico della persona.

La consulenza, detta anche valutazione, consiste in una serie di colloqui individuali, in genere tre, che si svolgono in studio privato, all’interno di enti o nel servizio pubblico ed è fondamentale per comprendere la sofferenza espressa dalla persona, quindi, necessaria per stilare la cosiddetta diagnosi, ipotizzare la prognosi e concordare il percorso più adeguato. La consulenza può essere supportata da test psicologici specifici per le funzioni mentali come quelli di intelligenza e memoria, da test di personalità o da metodi di tipo proiettivo, i quali offrono una descrizione qualitativa piuttosto che quantitativa, descrivendo la persona nelle diverse dimensioni della sua esistenza (relazioni, modo di essere, emotività etc.). La scelta del tipo di metodo di indagine varia generalmente in base alla situazione della persona, al contesto di valutazione e all’indirizzo teorico e formativo dello psicologo.

Alla consulenza, può seguire un percorso di sostegno psicologico della durata temporale più lunga, che consiste in un supporto e in un accompagnamento durante la fase di sofferenza o comunque esistenziale che la persona sta attraversando.

Quello che è importante sottolineare è che chiunque può andare dallo psicologo, non solo chi stia soffrendo per qualcosa che gli è capitato nella vita o che da anni porta con sè, ma anche chi senta il desiderio di conoscere meglio se stesso, chi sia preoccupato per un figlio, chi cerchi uno spazio di espressione di sé.